Crazy Wisdom e Controversie Legali

I fatti riportati nel testo che segue sono dichiaratamente dalla parte di Adi Da e Adidam. Gli atti processuali redatti dai rispettivi Gip e relativi agli stessi fatti, sono custoditi negli archivi delle rispettive sedi giurisdizionali e sono quindi incontestabili e non possono essere di parte.

Nei primi anni dedicati all’insegnamento diretto ai suoi devoti, Adi Da adottò in parte il metodo della “Crazy Wisdom” (folle saggezza), ritenendo la stessa il mezzo migliore per interloquire con quella gioventù californiana degli anni ’70, reduce dai movimenti anticonvenzionali del tempo.

Cosa è la Crazy Wisdom?

Sandra Bell, nel suo volume “Scandals in Emerging Western Buddhism”, scrive quanto segue: “ Nella cultura tibetana, con la parola “drubnyon” (crazy wisdom) si intende quella filosofia che combina tradizionalmente introspettive eccezionali, impressionanti e inspiegabili energie nella totale noncuranza dei comportamenti convenzionali”.

Brad Reynolds riporta nel suo website: la vera Crazy Wisdom non né pazza, né folle e neppure irragionevole, ma è piuttosto un metodo di insegnamento proposto con le migliori intenzioni. Folle è invece, dalla nostra prospettiva convenzionale, la nostra insipiente comprensione del tema e della su realtà, con la conseguente condanna del “guru” come falso e falsificatore, passando sopra alla nostra follia guerresca e alla corruzione della nostra società egotista.

Sulla stessa riga dei primi due, Daniel Scharpenburg scrive: “Crazy Wisdom” è un termine coniato da Chongyam Trungpa Rimpoche, una delle più illuminate figure che hanno portato in occidente il pensiero buddista. Lo descrive come un innocente stato della consapevolezza, selvaggio e libero, fresco e sveglio. Una visione del mondo che rappresenta un pensiero e un atteggiamento contro corrente, e quindi anticonvenzionale.
Crazy Wisdom è così la definizione di una mente libera, non legata ad alcun preconcetto di nozione o di convenzione culturale. Vivere nel momento, piuttosto che adeguare le proprie percezioni al colore che suggeriscono passato e futuro, o le idee convenzionali sulle cose.
Il Sutra del cuore dice “la Forma non è diversa dal Vuoto, il Vuoto non è diverso dalla Forma.” É il paradosso che il pensiero razionale non riesce a concepire. Bisogna quindi ricorrere alla mente intuitiva , definita appunto da Trungpa Rimpoche come “Crazy Wisdom”.
Senza rinnovatori spirituali che si spingano a sfidare lo status quo per cambiare le cose, la spiritualità può diventare rigida e fredda. Crazy Wisdom è una forma di prevenzione affinché questo non accada.

Riguardo alle controversie (pochissimi maestri spirituali le hanno potute scongiurare!), succede a volte che qualcuno/a, dopo un periodo più o meno lungo di pratiche spirituali introduttive, abbandoni quella disciplina specifica e non segua più i principi del suo precedente maestro/a o dei testi da cui era invece attratto all’inizio. E fin qui tutto normale e tutto bene, fa parte del cammino evolutivo. Alcuni si sentono invece traditi dai loro maestri o dai loro testi, perché non li hanno condotti ai risultati che si aspettavano. E in questo caso … “Non esiste niente di più tragico nel cielo di un amore che si converte in odio”, scrisse Shakespeare. Il passo alla controversia è dietro l’angolo.

Controversie legali sui media

di Chris Tong, Ph.D.

Verso la metà degli anni ’80, alcuni disaffezionati devoti sporsero due querele contro Adi Da. Quando quelle furono rese pubbliche attraverso i media locali, con il loro prevedibile sensazionalismo, si fece largo la disposizione negativa del grande pubblico verso i “guru”, sostenuta anche dal linguaggio esagerato che è quasi sempre presente nello stile giornalistico. Si creò così una copertura mediatica significativa nel quotidiani locali e anche in alcuni programmi televisivi, che presentarono Adidam come un “culto religioso”.

I Fatti di fondo

I fatti delle controversie sono abbastanza lineari. Riportiamo brani di una intervista fatta da un reporter a James Steinberg, uno dei primi devoti di Adi Da e relativa ad una delle due querele in corso. Risposta di James “Prima di tutto non si tratta di molte querele. Ce ne fu una sola maggiore, quella di Beverly O’Mahony, il 4 marzo del 1985. A quella fece seguito una contro-querela di Adidam per tentata estorsione ai propri danni. Le due querele si aggiustarono con una transazione fra le due parti, esterna al tribunale.
Brian O’Mahony, allora marito in corso di divorzio da Beverly, riportò quanto segue: “La controversia si concluse fuori dalla corte, attraverso le rispettive compagnie assicuratrici per evitare le enormi spese connesse ad un prolungato iter processuale”.
(Nota per i lettori: nella legislazione americana, l’eventuale perdente al processo non è tenuto a pagare le spese del vincente, come accade spesso nella legislazione dei paesi europei)

I capi di accusa comprendevano quelli di: coercizione, influenza a stress emotivi, assalti e maltrattamenti, involontaria servitude.
Nessun capo di accusa venne comunque discusso in Tribunale contro Adi Da e Adidam.
Nel novembre del 1985 il Gip della Corte di Marin County dichiarò il non caso a procedere in quanto privo di basi legali per la continuazione del processo. La Corte Suprema di Marin County archiviò il caso.

Diversi anni dopo la controversia, seguita da rilevanti fonti mediatiche, Beverly scrisse una lettera all’ex marito, Brian O’Mahony, in cui esonerava completamente Adi Da dalle accuse oggetto della controversia stessa, e scrisse fra l’altro: “Sono d’accordo nel ritenere che il 99% di quanto riportato dai media riguardo ad Adi Da e alla sua comunità, debba essere considerato come robaccia. Non posso pensare a niente che si possa attribuire al Maestro Adi Da come forzatura nei miei confronti. Gli unici contatti fisici che ho avuto con Adi Da si riducono a qualche abbraccio. Una volta, quando ero in cinta, accarezzò gentilmente il mio “pancione”. Tutto qua”. Spiegò poi che la maggior parte delle lamentele era stata progettata dagli avvocati al fine di ottenere maggiori vantaggi durante le pratiche di divorzio con Brian. Gli stessi avvocati decisero anche di presentare Beverly ai giudici come: “giovane, naive, impressionabile e con molta propensione al sentirsi sola”.
Beverly continuava la sua lettera scrivendo che “se avessi previsto tutto quello che sarebbe successo per colpa dei media, non avrei scelto quello che scelsi. Amo la riservatezza. I giornali e la TV distorsero ogni cosa. Venni intervistata da un reporter di un quotidiano in San Francisco, e quando lessi l’articolo su quella intervista non potevo credere a come avesse potuto distorcere tutto quello che avevo dichiarato. Fu proprio allora che decisi di diffidare in assoluto di tutto quello che riportano i giornali”.

La versione di Brian: “Le controversie legali miravano a disegnare Adi Da e Adidam come un culto distruttivo. Senza fondamenti reali …Ricordo il periodo terribile durante il quale Adi Da, i miei amici insieme a me, fummo attaccati con quelle accuse…. A sorpresa di tutti noi, quello stesso avvocato venne poi radiato dall’ordine solo pochi anni dopo”.

Un secondo caso, dopo quello di Beverly O’Mahony, si registrò in Inghilterra, relativo alla custodia di una minore, dove l’ex marito e padre riteneva di ottenere vantaggi legali contro la consorte, devota di Adidam, portando in giudizio ogni possibile diffamazione riportata su Internet e relativa ad Adi Da Samraj. Anche in questo caso, il giudice per le indagini preliminari esaminò tutti gli elementi del caso per poi respingerli tutti uno per uno in quanto “frutto di dicerie, pettegolezzi del tutto irrilevanti e privi di ogni fondamento processuale”.

Credo che si possa concludere che le due controversie fossero precedute da due eventi di separazione, dove una delle parti riteneva di poter ottenere maggiori vantaggi dalla controparte se i legali avessero dimostrato l’appartenenza di quella a qualche pericolosa setta esoterica. In tutti e due i casi quella manovra, come dimostrano gli atti, non ebbe successo a livello legale. Ebbero forse successo a livello economico.

Nessun’altra querela è stata mai presentata contro Adi Da o Adidam al di fuori di quei due casi sopra elencati.